Cosa vorresti per i tuoi figli in futuro?

Aggiornato il: feb 9

Certamente risponderesti che ti auguri possano studiare e trovare un buon lavoro, magari sposarsi o incontrare comunque la persona giusta e costruirsi una famiglia.

E poi avere il denaro per mantenerla e vivere sereni, ottenere il successo, perché no, l’approvazione e la stima delle persone e vivere una vita priva di preoccupazioni e malattia.

Forse avresti desideri differenti, o magari un elenco più lungo, resta il fatto che se li osservi, qualunque sia la tua personale aspirazione, vorresti che siano felici.

Poi possiamo discutere ore su cosa voglia dire tutto questo, su come tu intenda la felicità o su come la intendano (dovrebbe essere più importante) i tuoi figli, ma una cosa è certa: non potranno mai essere felici se non saranno anche liberi.

La libertà dovrebbe essere uno dei fondamenti di qualsiasi forma di educazione. La domanda a questo punto è: “Stai educando i tuoi figli a essere liberi?”.

Cominciamo a osservare da vicino cosa significhi essere veramente liberi: la libertà è la nostra facoltà di scegliere, siamo liberi nel momento in cui siamo capaci di scegliere senza essere condizionati da fattori esterni.

Sebbene saremo sempre esposti alle influenze sociali, questo non toglie che siamo in condizione di scegliere se adeguarci o meno a queste pressioni.

Si tratta quindi di influenze e non di condizionamenti. Quello che devi capire come genitore, o come educatore, è che non esiste nessun limite alla nostra libertà di scegliere.

  • Una persona che non sa decidere cosa indossare senza sentire il parere degli amici, del partner o della moda del momento.

  • Una persona che non sa rinunciare a qualcosa di piacevole oggi per un risultato migliore in futuro.

  • Una persona che non sa gestire le proprie abitudini e non riesce a ottenere ciò che vuole.

  • Una persona che si comporta come ha sempre fatto e non riesce a cambiare il proprio atteggiamento.

Tutte queste persone non sono libere.

  • Non siamo liberi ogni qual volta rinunciamo a qualcosa che vorremmo fare perché non “si fa”, perché non è un comportamento che “si addice” a persone come noi, al nostro status sociale, alla nostra posizione economica.

  • Ogni volta che rinunciamo a delle scelte perché gli altri disapproverebbero o verremmo messi in ridicolo.

  • Ogni volta che nascondiamo i nostri desideri per paura di venire allontanati dagli altri.

  • Ogni volta che non alziamo la mano per parlare, che teniamo per noi un dubbio che temiamo ridicolo, che non diamo un consiglio per non sembrare ingenui o saccenti.

  • Ogni volta che mentiamo per evitare un confronto o un rimprovero.

  • Ogni volta che rinunciamo a una parte, pur piccola, di noi stessi per “inserirci meglio” nella società.

Ogni volta non siamo liberi.

La libertà s’insegna in due modi:

Essendo noi stessi esempio pratico di persone libere, capaci di essere come vogliamo essere e non come gli altri ci impongono e capaci di dare la stessa libertà a chi ci sta vicino.

Educando gli altri a scegliere, senza imporre la nostra visione, senza forzare verso i nostri desideri e le nostre pretese, senza pretendere rispetto, obbedienza, ma insegnando a pensare con la propria testa in qualsiasi situazione.


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